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È un fenomeno culturale e musicale sempre più in ascesa quello delle produzioni made in Stockholm. La Svezia sta diventando inesorabilmente protagonista della scena pop internazionale, cosa che si respira da almeno mezzo secolo, da quando quel gruppo di quattro artisti che risponde al nome di ABBA ha sconvolto la musica leggera contemporanea dalla Scandinavia, terra climaticamente fredda ma ricca di un calore e di una vivacità a dir poco unici. E questo sapore scandinavo è portato avanti anche da Darin che con ben sette album all’attivo, da anni domina le classifiche svedesi. Anche lui fa parte di questa rivoluzione e adesso gli è stato tributato un riconoscimento internazionale con il nuovo singolo Can’t Stay Away. A proposito del brano Darin dice: “voglio che la gente dimentichi, anche per un solo momento, ogni cosa della propria vita, e che per quel fugace momento la musica prenda il sopravvento, gettare via la pesantezza della negatività e lasciare che la positività fluisca liberamente nelle vene, spero che la mia musica possa rivelare a tutti la proverbiale luce alla fine del tunnel, magari, una luce da discoteca”. Can’t Stay Away, primo singolo estratto dall’imminente nuovo EP Holding Me More, è stato scritto insieme a Jamie Hartman (Calvin Harris, Kygo, Lewis Capaldi) e prodotto da Burns (Rain On Me di Lady Gaga e Ariana Grande), ed è una canzone fatta su misura per un mondo che sta riemergendo da un periodo tumultuoso. Prendendo le mosse dalla dichiarazione di Darin, si percepisce il profumo che emana da Can’t Stay Away ancor prima di ascoltarla. Si sente bene lo swedish sound, questa griffe invisibile, ma se il marchio di fabbrica è riconoscibile, l’ottimismo del nuovo brano dell’artista sboccia gradualmente. L’incipit è a chiare note una sorta di immersione in acque profonde di malinconia. Come un senso di auto commiserazione che è figlio dei momenti difficili: il preambolo perfetto all’emersione. Nel primo ritornello si rivede la luce perché il suono si fa brillante, la stessa linea vocale è espressa sorridendo e la luce in fondo al tunnel, alla fine dell’affioramento, è proprio la dance music illuminata dalla mirror ball. Il modo migliore per dimenticare un periodo cupo è ballarci sopra come sembra rispondere Darin. È un singolo Can’t Stay Away da cui emerge il presagio del tempo in cui rimanere distanti che a breve è destinato a finire. Il videoclip ha un che di onirico. Perlopiù sono gli effetti ottici che caratterizzano soprattutto la prima parte del videoclip. Ma l’intermittenza della luce stroboscopica è il vero tormentone ottico dell’intero clip. Can’t Stay Away non poteva che essere ambientata su un dance floor, ma la varietà degli ambienti in cui si balla, i cambi di look, i movimenti a pendolo della camera suggeriscono un serata dance che più lisergica non potrebbe essere. Darin e la sua scioltezza di movimenti, tra effetti speciali anni ’70 e rimandi alla grande scuola musicale della disco, ipnotizza. E balla da solo, perché tutti gli altri ballano intorno a lui, non con lui. C’è un senso di spensieratezza coinvolgente, una cura del dettaglio da scoprire, in quello che è il nesso logico eterno, tra la musica e la nostra esigenza di muoverci a tempo con essa (fonte: Energy Production).